3. Realizzazione

Era il 1 settembre quando ho finalmente saputo dove avrei trascorso i prossimi 9 mesi della mia vita.

Come ho già scritto nell’articolo precedente, sono stato l’ultimo della WEP ad aver ricevuto la sistemazione… Che fortuna…

Ho ricevuto infatti la “chiamata” due giorni prima della mia partenza; dunque ho dovuto fare tutto di fretta: valigia e telefonate a destra e a manca per avvertire tutti quanti. Ho avuto perfino poco tempo per rendermi conto della nuova realtà che avrei affrontato nei prossimi nove mesi, ovvero stare a Newport, nello stato di Washington: una città molto piccola e rurale, dunque in mezzo alla natura, lontano da tutto.

Sarò sincero, appena ho realizzato tutto ciò non ero affatto felice, anzi, ero davvero disperato.

Io abito al centro di Roma, vicino al Colosseo per di più, ma così vicino che se percorro tutta la mia via sono sulla piazza. Diciamo quindi che non mi lamento, anzi, sono stato davvero fortunato perché stare qui è letteralmente un paradiso. Ma in generale la mia vita a Roma era fantastica, non mi mancava praticamente nulla, avevo tutto quello che un adolescente può desiderare: un ottimo rapporto con i genitori, molti amici “veri”, nessun problema riguardo alla scuola e in più riuscivo a coltivare i miei interessi, ovvero suonare il violino, il pianoforte ed essere parte di un orchestra.

Colosseum_585x0

Ho scritto tutte queste cose non per autocompiacermi, bensì per descrivere lo shock che ho avuto. Naturalmente ero preparato a non capitare in una città grande come San Francisco o New York perché avevo selezionato il programma “exchange”, ovvero l’opzione base, la meno costosa dove non sceglievo nulla se non la nazione, gli Stati Uniti.

Ma la cosa che mi ha fatto innervosire più di tutti è che non trovavo un criterio per cui mi hanno destinato proprio quel posto. Inoltre la famiglia che mi è stata assegnata è una “welcome family”; vale a dire una famiglia temporanea che sceglie di ospitare in attesa di trovare la famiglia definitiva, ma che permette di iniziare regolarmente la scuola.

L’unica consolazione era il fatto che non sarei stato solo, avrei condiviso l’esperienza in famiglia con un ragazzo brasiliano, a cui ho immediatamente scritto su instagram.

Dunque, ricapitolando tutto, ero davvero disperato, demoralizzato, al punto di pensare di mandare tutto all’aria e rimanere a Roma, dove avrei continuatola mia serena vita di sempre. Lo ammetto, ero abituato fin troppo bene.

Ma come ho superato tutto ciò?

C’è da dire che la mia famiglia e i miei amici mi sono stati molto vicini e devo quindi ringraziarli. Ho subito affrontato la questione con la mia famiglia, raccontando il mio disagio, le mie preoccupazioni e le mie paure per la situazione. Tutti sono stati comprensivi e grazie a loro ho visto questo fatto con occhi diversi: mi sono reso conto che uno dei maggiori scopi di questa incredibile esperienza sta nel riuscire ad affrontare realtà differenti e più questa è diversa, più si cresce e si imparerà ad adattarsi in più situazioni, quindi ad uscirne rafforzati.

In altre parole ho trasformato la parola “problema” in “opportunità”, e questo mi ha aiutato moltissimo (Ho un “problema”: trascorrerò nove mesi a Newport → Ho un'”opportunità”: trascorrerò nove mesi a Newport).

Sono certo che mi sarei divertito di più in una grande città come New York o San Francisco, ma forse l’esperienza sarebbe stata meno ricca perché il contesto non risulterebbe poi così diverso da quello di Roma.

Fortunatamente avrò tutta la vita per stare in grandi città, ma soltanto un’occasione per vivere una realtà come quella che sto per affrontare; ed io ho deciso di coglierla al volo, convinto che ne uscirò più forte, più rafforzato e magari affronterò meglio il mio futuro.

Consiglio di non avere paura e di avere meno aspettative possibili, interpretando quindi l’anno all’estero come un’occasione di crescita e un’occasione per scoprire e vivere in prima persona realtà differenti dalla propria. Dopotutto si tratta di un periodo limitato, che ha quindi un inizio e una fine ben definita.

Sono convinto che più la nuova realtà sarà differente, più l’esperienza sarà intensa, dove ci saranno maggiori opportunità di crescita.

E poi chissà, magari accadranno cose davvero inaspettate.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...