2. The last one

Come si evince dal titolo, vorrei scrivere una breve parentesi riguardo al fatto di essere stato l’ultimo di tutta quanta la WEP ad ottenere la sistemazione e quindi a sapere dove sarei andato e quale high school avrei frequentato.
 
Ebbene sì, sono stato proprio l’ultimo ad avere ottenuto la così tanto inattesa “chiamata”… Che sfiga vero?
Sono stato infatti avvertito il 1 settembre che sarei partito 2 giorni dopo, ovvero il 3.
 

Soltanto 2 giorni prima la WEP mi ha comunicato che sarei andato a Newport, una cittadina rurale di 2100 abitanti nello stato di Washington, a 30 miglia da Spokane, la seconda città più popolata dello stato, dopo Seattle.

Ciò che mi ha più contrariato è stato l’annullamento del mini stay a New York di 4 giorni ,previsto dalla WEP, e di cui io avevo pienamente diritto avendo consegnato il mio dossier entro il 16 gennaio 2017. A quel punto, dato che arrabbiarsi sarebbe stato del tutto inutile, avevo in programma di vedere per l’ultima volta una persona molto importante per me il 4 settembre perché era l’unico giorno in cui entrambi avremmo potuto incontrarci… E invece quell’incontro non c’è più stato perché sono stato costretto a partire il 3. Ma adesso non continuo su questo fatto (dopotutto si tratta di un blog sull’anno all’estero, non di altro), l’ho inserito soltanto per dire che non ero partito molto bene… Oltre al danno la beffa.

Quasi tutte le persone che conosco e molte che avevano già ricevuto la “chiamata” mi avevano detto che il telefono avrebbe squillato quando meno me lo aspettavo… Ma passavano i giorni e passarono i mesi ma niente. Non avrei più ricevuto la chiamata “quando meno me lo aspettavo”, perché ormai me l’aspettavo sempre, ogni giorno.

Avevo telefonato la WEP in continuazione perché temevo ci fossero dei problemi sul mio fascicolo personale, ma invece andava tutto bene, così mi dicevano ogni volta, e quindi mi fidavo.
 
Mi hanno telefonato il 1 settembre in tarda mattinata, mentre ero ancora a letto. Il mio cellulare stava accanto a me ed era ancora collegato al caricabatterie. Ho sentito il telefono squillare con la classica suoneria Samsung “Over the Horizon”, l’ho preso e la soddisfazione si è accesa sul mio volto: sullo schermo un nome, 3 lettere, WEP. Ho sorriso e ho lasciato squillare per altri 3 secondi, giusto per creare un briciolo di attesa, ho poi trascinato l’icona verde al centro dello schermo, e infine “Pronto”.
Appena la conversazione è iniziata, il primo commento è stato “Era ora”, e di seguito “Ma quindi sono proprio l’ultimo?” E poi naturalmente la WEP mi ha dato tutte le informazioni e i dettagli sul posto, sulla scuola e sulla famiglia ospitante. Nel frattempo ero sceso dal letto, ho aperto la porta di camera mia e mi sono precipitato in salone dove ho visto mia madre che era più impaziente di me. Urgeva ora un altro problema, la valigia.
 
Reputandomi una persona ottimista, il fattore positivo di essere stato chiamato per ultimo ha determinato che mi facessi 0 aspettative e tutta l’ansia era scomparsa del tutto, perché aveva fatto posto alla totale impazienza. Ormai in questi ultimi mesi pretendevo di essere chiamato e quindi la mia ansia era 0.
 
Non augurerei a nessuno di voi di trovarsi nella mia stessa situazione (soprattutto se avete diritto al mini stay), ma caso mai ci capitaste siate tranquilli, e non pensate che il problema sia solo il vostro perché ogni anno il numero di exchange students cresce sempre di più e sono richieste sempre più famiglie e più scuole. Si tratta quindi di una questione di fortuna: c’è chi viene sistemato prima e chi dopo, ma sappiate che le ultime sistemazioni capitano bene come le prime, quindi non vi preoccupate.
 
Consiglio: per non rovinarvi l’estate che sarà compromessa dall’attesa, organizzate vacanze non troppo lunghe o troppo lontane (dentro il territorio nazionale intendo) e soprattutto con il week-end all’interno, perché difficilmente la WEP telefonerà il sabato e la domenica.

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