6. Pronti, partenza, via

Era il 3 settembre il giorno in cui ho preso l’aereo che mi avrebbe portato nel posto più lontano da casa in cui io sia mai stato.

Ricordo per l’ultima volta che, essendo stato l’ultimo ad avere ottenuto la sistemazione, sono stato costretto a non partecipare al ministay a New York; dunque avrei preso l’aereo da solo. Aspettate, non ero completamente solo: un altro ragazzo “fortunato” quanto me, Federico, partiva il mio stesso giorno e sarebbe andato in una città sempre nei pressi di Spokane; dunque avevamo lo stesso biglietto e di conseguenza lo stesso aereo, anzi, gli stessi aerei, dato che c’era da fare uno scalo in quanto il tragitto Roma – Spokane penso non esista.

Sono convinto che partire insieme a qualcuno è molto d’aiuto: tutte le preoccupazioni, le ansie, le paure e i timori appena creati vengono attenuati, perché c’è qualcuno che sente tutte queste sensazioni e dunque vengono condivise e si affronta tutto in modo più sereno e tranquillo, diventando quindi più forti. Inoltre chi meglio di un futuro exchange student può comprendermi?

Fortunatamente Federico si è rivelato un fantastico compagno di viaggio, siamo ancora in contatto e penso che diventeremo grandi amici. Dunque sono stato anche abbastanza fortunato.

Altra questione importante: il saluto ai propri genitori. Riguardo questo momento non ho tanto da scrivere, dopotutto si è trattato di un classico abbraccio lungo e intenso e delle classiche parole che dei bravi genitori possono dire al proprio figlio prima di un lungo periodo di assenza. Non c’è dubbio sul fatto che loro erano tristi, anche perché sono figlio unico, quindi l’assenza è molto più sentita; erano però orgogliosi allo stesso tempo e felici che io avessi la possibilità di vivere quest’esperienza.

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Good bye family!

Non dimenticherò mai le parole che mio padre mi ha detto prima di separarmi da lui: “Stai andando a crescere”. Penso che questa sia una frase molto importante, ma soprattutto è incredibilmente vera, soprattutto perché riflette il significato di essere un exchange student, di andare incontro a molte difficoltà, vincere e uscirne rafforzati, avere una visione a 360° del mondo e riuscire ad affrontare ogni tipo di situazione.

Paradossalmente però, i miei genitori sono fra le persone che mi mancheranno di meno. Avendo un ottimo rapporto con loro, ho l’assoluta certezza che al mio ritorno saranno sempre gli stessi, mi vorranno sempre lo stesso bene e saranno sempre le prime persone di cui mi posso ciecamente fidare.

Sono invece gli amici, naturalmente quelli “veri”, che mi mancheranno di più in assoluto, soprattutto quelli con i quali la vera amicizia è sbocciata da poco e deve essere coltivata. Inoltre l’adolescenza è un periodo fantastico, ma anche molto instabile, e perciò i rapporti devono essere coltivati e mantenuti, perché con l’assenza rischiano di appassire. Questo è il mio unico timore per quanto riguarda il ritorno, oltre che per la scuola, ma questa è un’altra storia.

La partenza è dunque questo, un momento in cui la tua mente naviga in mezzo ad un groviglio di emozioni, dove il cuore batte forte e si diventa consapevoli di aver preso in mano la propria vita.

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