8. Shock!

Lo shock culturale è un fattore che colpisce quasi tutti gli exchange students (anzi, senza il “quasi”).

D’altro canto si tratta di un fattore normalissimo, ed è bene che lo shock avvenga, anzi, è proprio uno degli scopi dell’anno all’estero: imparare a vivere in realtà diverse.

Il mio shock culturale è stato enorme: ho cambiato drasticamente contesto e realtà, da l’abitare al centro di una metropoli di 3 milioni di abitanti come Roma ad una cittadina rurale di poco più di 2100 abitanti in mezzo alle montagne e alle conifere come Newport.

Ricordo ancora il primo giorno, quando la famiglia ospitante mi ha fatto fare il primo giro della “città” e la mia reazione: dopo appena dopo 10 minuti ho esclamato: “Is it already finished?”. Non mi sembrava possibile: era “tutto qui”.

Ammetto che sono stato abituato troppo bene a Roma, e in più in centro, immerso nell’arte e nei monumenti storici di una bellezza unica e inimitabile. In una città dove ho tutto ciò di cui ho bisogno, dove posso andare in ogni posto che voglio, dove ho la possibilità di conoscere un numero strabiliante di persone e dove ogni mese ne conosco sempre di nuove.

Per questo motivo lo shock culturale è stato enorme e all’inizio è stato decisamente negativo; ma è anche vero che ero mentalmente preparato a tutto ciò, quindi non si è trattato di un avvenimento drammatico.

La scuola, chiaramente molto differente dalle nostre, è stata paradossalmente lo shock culturale minore, forse perché ero già preparato a tutto ciò e i film visti hanno aiutato molto. Ma della scuola ne parleremo più avanti.

Ricapitolando, il maggiore shock che ho avuto è stato causato dagli orari scombussolati, dal cibo vegano (eh sì, la mia famiglia è vegana), dallo stile di vita davvero particolare e dalle abitudini della mia famiglia; dal contesto rurale, dalle case, dagli edifici e addirittura dalle automobili (tutti hanno i “macchinoni”).

E infine ho pensato che se fossi riuscito a vivere in questa realtà così tanto diversa dalla mia, sarei diventato più forte e aperto, pronto a prendere in mano il mio futuro.

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