13. L’inglese

Parliamo adesso di uno dei fattori più importanti per trascorrere l’anno all’estero negli stati anglofoni sul piano pratico: l’inglese.

Penso sia superfluo scriverlo, ma lo inserisco lo stesso: conoscere e saper parlare correttamente l’inglese è un fattore di vitale importanza. Ormai non si tratta più di un supplemento, di una “cosa in più”, bensì di un requisito base. Se come me avete delle ambizioni, delle aspettative, ma soprattutto dei sogni che non volete più chiamare soltanto “sogni”, ma realizzare il loro significato con elementi concreti, saper parlare l’inglese è il trampolino di lancio.

Alcuni di voi potranno dire che esistono lingue più importanti da imparare come il cinese e l’arabo, ma anche lo spagnolo che ha un numero più alto di parlanti rispetto all’inglese. Verissimo, queste lingue sono davvero utili, ma l’inglese resta comunque la lingua delle comunicazioni internazionali e viene utilizzata per qualsiasi tipo di occasione: da una semplice vacanza al mondo del lavoro. Per questo motivo ritengo che l’inglese resti comunque la lingua più importante da imparare, anche perché grazie ad essa si possono creare delle amicizie oltre il proprio confine.

Lo ammetto, ho scelto gli Stati Uniti principalmente per la lingua. Ovviamente ero curioso anche del modo di vivere con un contesto del tutto diverso rispetto all’Italia, sebbene gli USA siano comunque una nazione “occidentale”; sta di fatto che imparare l’inglese perfettamente (o quasi) era la mia priorità. Aggiungo inoltre che personalmente l’inglese non mi piace, come imparare le lingue del resto, ma penso sia l’unico modo per mettere delle solide basi per il mio futuro.

Sono qui negli Stati Uniti ormai da 2 mesi e i progressi sono notevoli; anche se avrei potuto migliorare ulteriormente, ma la mia situazione poco stimolante in famiglia ha fatto sì che i progressi venissero rallentati; ma di questo ne parleremo prossimamente perché merita un capitolo a parte.

Riprendendo il discorso, i progressi sono davvero notevoli e ciò conferma che la pratica è assolutamente il miglior modo per imparare la lingua. Potete iscrivervi a tutti i corsi di inglese che volete, videolezioni, scaricare app come Babbel, Duolingo, Busu e chi più ne ha più ne metta; ma vi assicuro che attraverso la pratica sul campo i progressi sono triplicati. 

Sinceramente non riesco a rendermi conto giornalmente dei miei miglioramenti perché si tratta di un fattore impercettibile; è un po’ come andare in palestra dove i muscoli si notano dopo mesi, non dopo giorni. Lo stesso meccanismo funziona per l’inglese, quindi non preoccupatevi se non vi rendete immediatamente conto dei progressi; inoltre saranno le altre persone intorno a noi che lo noteranno al posto nostro, e la soddisfazione è immensa, ve lo garantisco.

Avevo lasciato l’Italia con un livello d’inglese non troppo elevato; per chi è esperto ero B1. In questi due mesi trascorsi mi sembra di essere migliorato come se avessi studiato un anno in Italia, e forse anche di più; tutto ciò dipende da quanto si interagisce e da quante conversazioni giornaliere si intraprendono. Ma questo penso che si sappia, o meglio, si deduce per logica. 

Consiglio rivolto a tutti quanti: non abbiate paura di interagire perché vi sentite limitati a causa della lingua. Buttatevi e non temete di eventuali giudizi dato che non ci saranno; e qualora ci fossero, riguarderebbero soltanto la vostra pronuncia, dunque non vi preoccupate. Non abbiate paura di fare brutte figure o di creare grossi equivoci, tanto ci saranno comunque, ed è inevitabile; d’altronde la figuraccia di per sé non è importante, ma conta come reagire a questa. Dunque rideteci su; anch’io ci ho riso su e mi sono sentito molto meglio.

Vi do una buona notizia: anche durante le prime settimane di scuola, nonostante siate appena arrivati e non abbiate ancora troppa dimestichezza con l’inglese, prendere voti alti è comunque facile. Avrete sicuramente sentito che la scuola americana è oggettivamente più facile di quella italiana; dunque le materie risulteranno più semplici nonostante siano in lingua differente, perfino inglese.

Ciò non vuol dire che durante il “prima” non dobbiate iniziare a implementare lo studio dell’inglese: guardate film, magari senza i sottotitoli e cominciate da quelli di animazione che contengono discorsi che trattano argomenti semplici (scaricate Netflix, vi aiuterà molto); migliorerete il listening. Leggete anche qualche libro, non fa mai male. In poche parole, esercitatevi.

Un ultimo consiglio: cercate di avere a che fare con l’italiano il meno possibile. Lo so, senza stimoli è molto difficile, quasi impossibile, e sono il primo ad ammetterlo. Dunque, per rimediare a ciò, “be busy”, e conversate il più possibile se potete, trovate argomenti (vale in generale, in qualsiasi contesto, ma in questo a maggior ragione). Questo è l’unico modo per evitare WhatsApp, Instagram e anche le telefonate in l’Italia; perciò non fatelo troppo.

Basta, non c’è altro da aggiungere: l’inglese migliorerà sempre di più ogni giorno e non ve ne renderete conto, ma sarà una grandissima soddisfazione fin da subito. Siate tenaci e buttatevi perché così farete senza dubbio la cosa giusta.

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