16. Amen

Lo shock culturale che avrete è composto da tanti differenti fattori; fra questi ne spunta anche uno che avevo sempre sottovalutato: la religione.

Passo subito al dunque: lo shock non è stato quello di venire a sapere delle infinite branche della religione cristiana protestante che è la più praticata negli Stati Uniti. Lo shock vero e proprio è stato un altro: scoprire quanto la religione influenzi la mentalità e lo stile di vita della stragrande maggioranza degli americani

La religione, specialmente fra le realtà rurali come la mia, gioca un ruolo non poco indifferente all’interno della comunità (e aggiungerei anche un “purtroppo” secondo il mio punto di vista). Infatti, nonostante la nazione sia stata fondata su una base laica, la religione è fortissima e presente in quasi ogni famiglia. Essa influenza tutto: le scelte personali, il modo di agire e il modo di pensare.

Per farvi comprendere meglio, vi anticipo che potrete imbattervi in TEENAGERS che benedicono il cibo prima di mangiare, che si riuniscono in cerchio attorno alla bandiera per pregare e che si appuntano su dei postcards dei passi del Vangelo che magari distribuiscono o che collezionano nel proprio armadietto (locker). Vi rivelo che anch’io all’inizio mi sono abbastanza impressionato, ma dopo mi sono reso conto che qui non si trattava nient’altro che della normalità, e non ci potevo fare nulla. 

L’influenza costante della religione si riesce a notare anche nelle piccole cose, nei dettagli; ma che fanno la differenza. Ricorro subito ad un esempio: Instagram. Ho notato che alcuni ragazzi menzionano addirittura la religione nella loro info o in alcuni post che pubblicano: ammissione al college, vittoria della propria squadra, successo scolastico; tutto merito del Signore… Non mi riferisco dunque ad un’ossessione per la religione, bensì al modo di concepirla, ovvero come parte condizionante della loro vita.

Va anche sottolineata una caratteristica positiva: nonostante un generale atteggiamento meno “open minded”, ho notato una forte presenza di umiltà che caratterizza molti. Vi posso assicurare che non sono mai stato criticato o giudicato, indipendentemente dalle mie opinioni politiche, sociali e, soprattutto, religiose. Ma che ruolo ha la religione in tutto ciò? Un ruolo molto importante. La loro è una concezione più “pura” della religione, dove tutti i principi di essa vengono seguiti alla lettera in quanto sacri; dunque per tutti loro bisogna rimanere umili, per cui giudicare è universalmente sbagliato. Questo è ciò che mi hanno detto molti ragazzi.

Quando scrivo che la religione è presente ovunque, mi riferisco anche a questo:

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Eh sì, potreste trovarli.

Ho vissuto anche una grande esperienza in famiglia per quanto riguarda la religione. Come avevo già riportato, la mia ex host family pratica una religione abbastanza particolare che non avevo mai sentito nominare (e probabilmente neanche voi): tutti i componenti sono Avventisti del Settimo Giorno (per saperne di più). In poche parole la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno (o più semplicemente Chiesa Avventista) è un movimento religioso appartenente al Protestantesimo che si distingue da esso principalmente per queste caratteristiche: 

  • Il Sabato, o Shabbat come lo chiamano loro, è il giorno di riposo assoluto poiché, secondo il mito della Creazione (lunga sette giorni), Dio si sarebbe riposato nel settimo giorno. Dunque tutti gli Avventisti del Settimo Giorno non svolgono alcun tipo di lavoro, commissione o faccenda domestica.
  • Tutti gli Avventisti del Settimo Giorno credono a una futura venuta sulla Terra di Gesù Cristo.
  • Il Diavolo non è considerato malvagio ma soltanto “un angelo accecato dal desiderio di raggiungere Dio”. Per questo motivo gli Avventisti del Settimo Giorno non credono nell’Inferno.
  • L’anima è un’unità indivisibile dall’essere umano, pertanto non è immortale.
  • La Bibbia è l’unica fonte su cui gli Avventisti del Settimo Giorno si basano; dunque senza ulteriori condizionamenti.1200px-Seventh-Day_Adventist_Church_logo.svg

Ho dunque trascorso i primi 2 mesi negli USA in un contesto familiare molto religioso; e se scrivo “molto religioso” intendo questo: preghiera prima di ogni pasto (blessing), sempre, preghiera prima di mettere in moto la macchina, preghiera prima e dopo la lettura di un passo della Bibbia tutti insieme in cerchio (dimenticavo, ogni giorno tutta la mia host family si riuniva in salotto per leggere dei passi della Bibbia), e, dulcis in fundo, meetings 2 o 3 volte la settimana per studiare la Bibbia.

La musica: anche per quanto riguarda la musica c’era l’influenza religiosa: sembrava che la mia ex host mum, che suona il pianoforte, conoscesse soltanto i brani proveniente dalla raccolta musicale degli Avventisti del Settimo Giorno, questo qui.

Dopotutto sono contento di aver sperimentato questa nuova atmosfera; naturalmente un anno sarebbe stato assolutamente troppo lungo (“a na certa basta”), ma penso che un breve periodo sia “formativo” perché ho imparato a convivere con persone totalmente diverse da me. Dopotutto la mia esperienza americana è stata anche questo e grazie a questo breve periodo di convivenza ho ampliato la mia apertura mentale.

 

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