17. Quelli come me

A chi mi sto riferendo? Ma è naturale: agli altri exchange students.

Ecco una notizia molto positiva per chi sceglierà di vivere questo tipo di esperienza all’estero: avrete a che fare con centinaia di exchange students esattamente come voi. È quasi inevitabile. 

Ma perché un articolo sugli altri exchange students? Perché loro sono persone fondamentali per questa esperienza; e sono persone con le quali si ha un mucchio di cose in comune, più di quanto si immagini.

Mi riferisco soprattutto a tutti gli exchange students conosciuti prima della partenza, di quelli della stessa nazionalità, dunque gli italiani. Conosciuti durante un solo weekend  che non si scorderà mai, quello che tutti chiamano Orientation. L’ho realizzato soltanto dopo 7 mesi: la vera importanza dell’Orientation sta nell’incontrare centinaia di nuove persone, perché con queste nuove persone si condivide un sogno comune.  

Il consiglio va da sé: fate amicizia col maggior numero di persone possibile. Ci sarà troppo poco tempo e troppa gente da incontrare, perciò bisogna darsi da fare.

Le amicizie che si creeranno con loro saranno fin dall’inizio più intense, più sincere e più vere. Il motivo è semplice: si ha già un elemento in comune per il quale ci si sente incredibilmente legati. Sono ancora stupito dalla spontaneità e dalla naturalezza nello stringere un rapporto ed entrare già in confidenza con un exchange student. Tutto ciò viene semplicemente in automatico. 

Durante i momenti di difficoltà che ho passato, comunicare con gli altri exchange students mi è stato molto d’aiuto, addirittura più dei miei genitori e dei miei migliori amici. Il motivo è semplice: gli studenti internazionali come me stanno vivendo il mio stesso tipo di esperienza, dunque risultano più comprensivi. Comunicando con gli exchange students si ha a che fare con un confronto, piuttosto che un “racconto”, cosa che avviene con i genitori e gli amici. E un confronto può risultare molto più efficace. 

L’esperienza all’estero non è assolutamente un periodo facile: parlare con diversi exchange students mi fa sentire meglio; meglio riguardo a tutto quanto. Mi sento parte di un grandissimo gruppo, composto da persone che hanno degli obbiettivi, delle ambizioni e dei sogni. Il legame di fratellanza che nasce è fortissimo perché si condivide insieme quest’esperienza che è semplicemente unica e indimenticabile.

Ho letto diversi blog sull’esperienza all’estero: molti di essi sono pieni di aspetti positivi, ma quasi nessuno ha analizzato il bellissimo rapporto che si va a creare fra gli exchange students. Capiterà che con molti di essi sembrerà formarsi un rapporto così profondo che sembrerà di conoscerli da una vita… Eppure l’altro ieri non si sapeva nemmeno il nome. Il bello è proprio questo.

Dunque, se vi sale l’impulso irrefrenabile di parlare con qualcuno per raccontare le vostre esperienze, per chiedere un consiglio, o per fare semplicemente una chiacchierata, rivolgetevi ad un exchange student. Penso sia la cosa migliore, e sapete perché? Perché non entra in gioco un fattore “bastardo” che colpisce tutti inevitabilmente: la nostalgia (homesickness).

A mio avviso la presenza di exchange students durante questo “viaggio” è un fattore davvero positivo che deve essere sfruttato; deve essere sfruttato perché rafforza ulteriormente. E poi chissà, magari alcuni di loro potranno diventare in seguito delle persone indispensabili per la vostra vita.

 

 

 

 

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