18. Caro 2017

Caro 2017

Sei finito anche tu, il 2018 è arrivato e tac, si è preso il tuo posto. Ma dopotutto è così che funziona.

Una cosa però te la voglio dire: grazie (a posteriori).

Grazie perché avendomi fatto vivere le peggio sofferenze e fatto incontrare difficoltà una dopo l’altra senza pietà, mi hai fatto uscire rafforzato. Ho imparato a rialzarmi in piedi dopo ogni caduta, consapevole del fatto che bisogna farlo subito (perché sennò è peggio).

Grazie perché ho imparato ad affrontare e gestire la nostalgia: questa è terribile perché non se ne va mai del tutto e si manifesta all’improvviso. Ho imparato in questo 2017 a vivere a più di 9000 chilometri di distanza da casa.

Grazie perché con la distanza ho realizzato quali fossero le persone veramente importanti, quelle che non se ne andranno mai, quelle che ascoltano e che fanno di tutto per tirare su il morale. Al contrario di altre che invece si rivelano “assenti”… Ma è importante rendersi conto anche di questo.

Grazie perché sto imparando ad una velocità impressionante una nuova lingua che mi servirà per tutta la vita e che grazie ad essa potrò impostare delle basi solide per il mio futuro.

Grazie perché sono diventato molto più indipendente e soprattutto sto assumendo un’apertura mentale molto più ampia: vivere in un contesto totalmente differente da quello in cui ero abituato a stare (Roma → Newport), stare in mezzo a persone con una cultura diversa dalla mia e parlare un’altra lingua.

Grazie per tutte le batoste che mi hai dato… Ma mi sono servite, tanto. Mi sono servite perché le ho superate e hanno fatto sì che possa affrontare tutte le avversità che avverranno nel mio futuro nel migliore dei modi. Eh sì, le batoste sono utili; sono utili perché grazie all’esperienza avuta con esse si è pronti ad affrontare meglio le altre che arriveranno (a volte sono inevitabili), oppure si potranno evitare.

Grazie perché ho fatto un mucchio di cose, visto nuovi posti e scenari e ho conosciuto tantissime nuove persone (sia negli USA sia in Italia).

Grazie perché con te ho dato una svolta al modo di intraprendere la migliore strada per il mio futuro

2017, non posso considerarti un anno fantastico, ma posso considerarti un anno indimenticabile, un anno intenso, un anno di “formazione”, un anno unico ed essenziale per tutto ciò che è successo. Non mi scorderò mai di te perché sei stato talmente importante che parte del mio futuro ha avuto origine proprio da te. E anche il fatto che adesso sono fatto in un certo modo e non in un altro è dipeso da molte cose che sono successe quando c’eri tu.

È finita adesso: 365 giorni a disposizione sono passati tutti quanti, fino all’ultimo secondo. Ora sono pronto ad affrontare l’anno che ti ha sostituito, il 2018… Il 2018 è una brutta bestia: succederanno tante cose, ma tante per davvero. Ma so che grazie a te, 2017, che mi hai preparato bene, ce la potrò fare, anzi, ce la dovrò fare.

Adesso vorrei salutarti dicendoti questo: anche se te ne sei andato, un posto dentro i miei pensieri ce l’avrai sempre.

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