19. Non è quello che pensi

Vivere negli USA: non è quello che pensi, cioè?

All’inizio ci sono cascati in moltissimi, compreso il sottoscritto: vivere negli USA scegliendo il programma “Exchange” (quello in cui tutto quanto è lasciato al destino) non è una vera e propria “figata”.

Siamo partiti in moltissimi con un livello di aspettative molto alto nonostante fossimo stati consapevoli del fatto che non avremmo vissuto quest’esperienza in città considerate “cool” da tutto il mondo (e che in effetti lo sono per davvero) come New York, San Francisco, Los Angeles, Miami o Boston. Fatto sta che durante il “prima” molti di noi exchange students siamo stati riempiti di pensieri fantastici, di ambizioni, di sogni, dalla voglia di scoprire qualcosa di nuovo e dal desiderio di intraprendere un’avventura. Inoltre eravamo convinti che le difficoltà che avremmo incontrato fossero meno grandi e numerose.

Una volta lì non vi nascondo che abbiamo incontrato alcune delusioni. Ho scritto “abbiamo” perché mi sono confrontato con decine di exchange students negli USA che hanno scelto il mio stesso programma, ovvero quello “Exchange”: abbiamo molte cose in comune, più di quanto ci aspettavamo.

Dal mio punto di vista, la maggiore delusione penso sia il contesto. Per contesto mi riferisco al modo di vivere che risulta molto spesso noioso (sono gli stessi Americani che si lamentano): noioso perché imbattendosi in un ambiente rurale o comunque con scarsa urbanizzazione, c’è poco da fare.

L’autonomia per gli spostamenti cala drasticamente: in primis scordatevi i mezzi pubblici (gli unici bus sono quelli gialli per la scuola), quelli non esistono. Inoltre tutti gli spostamenti, anche per andare dal vicino di casa tra un po’, sono effettuati con la macchina. Fortunatamente l’età per la patente negli USA è di 16 anni (e non 18), quindi quasi tutti i junior e i senior probabilmente avranno un’automobile e si usufruirà molto spesso dei loro passaggi; altrimenti ci penserà la famiglia ospitante. Rimanendo sul tema “autonomia”, noi, che non possiamo guidare, dobbiamo sempre dipendere da qualcuno per ogni spostamento. A volte mi sembra di essere tornato a 12 anni a livello di autonomia, ma la colpa non è di nessuno, e se proprio la si vuole attribuire a qualcosa, quel qualcosa è il “sistema” (forse).

La maggior parte della vita sociale la si trascorre a scuola per il fatto che gli Americani (mi riferisco sempre a quelle realtà che sono le più comuni) escono pochissimo il pomeriggio (saranno spesso impegnati nello sport) e ancora di meno la sera. C’è proprio una cultura dello “stare a casa”, che da una parte è molto rilassante, ma dall’altra risulta infinitamente noiosa. Mi è venuto in mente il paragone con un centro benessere: trascorrerci tre, quattro o addirittura cinque ore è una goduria, ma dopo dodici ore ci si “rompe” anche un po’…

L’età conta tantissimo: a 21 anni è come se un Americano rinascesse per la seconda volta, come una farfalla che si libera dal crisalide che l’ha imprigionata. A parte la possibilità di consumare bevande alcooliche (guai se vi beccano anche bere una birra), si aprono le porte per la meravigliosa vita notturna che va oltre la mezzanotte: pub, bar, nightclub, discoteche, eventi, ecc… Sono tutte cose che un teenager italiano come me già conosce molto bene. Dunque se sceglierete gli USA lasciate tutte queste belle cose in Europa; vi aspetteranno una volta tornati.

In conclusione, NON scegliete gli Stati Uniti come programma “Exchange” se avete intenzione di divertirvi di più, di fare una vacanza (ma quello spero si sappia) o di condurre uno stile di vita più “cool”. Piuttosto selezionate il Canada o sempre gli USA con il programma “Flex” (quello in cui si può scegliere tutto) e andate a Los Angeles o a Miami ad esempio.

Vi invito innanzitutto a essere sicuri di scegliere gli Stati Uniti, poi abbiate come criterio di scelta altri motivi come imparare a vivere in una realtà totalmente differente, crescere umanisticamente, rafforzarsi, essere capaci di affrontare le difficoltà. In poche parole scegliete gli USA se avete intenzione di vivere un’esperienza di formazione che sarà importante per tutta la vita. Dopotutto si tratta di un’esperienza che ha un inizio e una fine ben definita; sta a voi decidere se ne vale la pena.

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